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Scritto da Antonella Salvatore    Martedì 13 Novembre 2018 20:06    Stampa
Droga in involtini di carne e nel corpo per poi spacciarla in carcere: 7 arresti e 9 denunce
Larino - Cronaca Larino
cclarinoconfLARINO - Droga nascosta nella carne cotta, nei pacchi di cartone, negli indumenti intimi e poi introdotta in carcere a Larino dove veniva spacciata tra i detenuti. A stroncare il "business" legato alla sostanza stupefacente nell'istituto di pena frentano, una operazione congiunta dei Carabinieri e Polizia Penitenziaria scattata all'alba di oggi e denominata "Pacco free". Il blitz che ha visto impegnati 30 militari e 14 agenti ha portato all'esecuzione di 7 misure di custodia cautelare, 9 denunce ed al sequestro di 403 grammi di "roba" tra hashish e Marijuana. L'operazione fa seguito ad una lunga e dettagliata indagine, iniziata lo scorso mese di aprile e coordinata dal già Procuratore facente funzione di Larino Antonio La Rana ed illustrata questa mattina nella Caserma dei Carabinieri larinese dallo stesso La Rana, dal neo Procuratore Isabella Ginefra alla presenza dell'Arma e dei Polizia Penitenziaria. L'inchiesta ha coinvolto Larino, Santa Croce di Magliano (Campobasso), Vasto (Chieti), Ciampino (Roma) e Guidonia Montecelio (Roma) ed ha visto impegnati i militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Campobasso, del Nucleo Operativo della Compagnia di Larino e del Reparto di Polizia Penitenziaria con il supporto delle Compagnie territorialmente competenti e del Prap (Provveditorato Lazio-Abruzzo e Molise) del dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria di Roma con l'ausilio di unità cinofile.
 
I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal Gip del Tribunale frentano a carico di 7 persone di nazionalità italiana, di cui alcune dell'area del "cratere" sismico molisano, accusate di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti aggravato e continuato. Gli accertamenti hanno verificato come alcuni detenuti per riuscire ad ottenere la droga in cella utilizzavano vari sistemi, alcuni molto creativi. A volte venivano spediti nell'Istituto penitenziario pacchi postali contenenti principalmente derrate alimentari, all'interno delle quali venivano occultate le sostanze stupefacenti: hashish e cocaina. Altre volte erano i familiari ammessi ai colloqui a portare la "roba" nella carne cotta, negli indumenti intimi, nelle suole delle scarpe o incollato nei lembi dei pacchi di cartone destinati ai detenuti.
Complessivamente dallo scorso mese di aprile ad oggi sono 12 gli arresti eseguiti.

"E' stato un filone di attività investigativa molto intensa partita ad aprile.
E' un fenomeno particolarmente allarmante quello dello spaccio perché abbiamo avuto modo di verificare che le persone coinvolte in questa operazione erano persone particolarmente determinate che, sebbene vi siano stati tanti controlli e tanti arresti di riscontro, non hanno desistito da questa illecita condotta". Così il Procuratore uscente di Larino Antonio La Rana commentando l'operazione "Pacco Free" scattata all'alba di oggi e che ha visto l'esecuzione di 7 ordinanze di custodia cautelare a carico di persone di cui alcune già interessate da altri provvedimenti.

"Anzi, semmai si sono attivati per formulare nuove ipotesi per eludere i controlli pur di raggiungere i loro scopi - ha proseguito La Rana -. Godiamo ovviamente di una situazione geografica particolare che ha i suoi vantaggi e suoi svantaggi. Non dobbiamo ignorare che la zona, soprattutto mi riferisco al Basso Molise dove il fenomeno è più alto, è una zona dove ho più volte ho detto: abbiamo un'area industriale particolarmente attiva con tutti i problemi che comportano sia in termini di lavoro, una zona anche molto ricca dal punto di vista economico. Abbiamo un'area turistica per via del mare e, quindi, importiamo tutto quello che il mare di positivo e di negativo ci porta, la vicinanza geografica a regioni ad alto tasso di criminalità per cui gli ingredienti sono tutti quanti in una direzione che agevolano questo fenomeno piuttosto che ridurlo".
Il fenomeno dello spaccio ha un suo radicamento in regione ma la sostanza arriva dalle realtà vicine.

Per il Comandante provinciale dell'Arma Gaeta:
"Questa è una operazione che segue, dopo pochi giorni, un'altra grande operazione che abbiamo fatto in Molise: 23 arresti. Congiuntamente a questa ne sono stati effettuati 7 stamattina e 5 nei mesi precedenti. E' una forte azione di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti che in effetti nel Molise è particolarmente sentito. Le istituzioni tutte, in questo caso in collaborazione con la Polizia penitenziaria, stiamo tutti facendo fronte a questo fenomeno che in Basso Molise è ancor più diffuso. E questa notte andando a scardinare alcune piazze di spaccio costituitesi all'interno del carcere di Larino, abbiamo dato una forte risposta e un segnale che le Istituzioni seguono, ci sono e operano".
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