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Scritto da Redazione    Sabato 11 Febbraio 2017 17:44    Stampa
Anche migranti di Larino a fiaccolata con Croce Lampedusa a Campobasso
Larino - News Larino
LARINO - Anche gli ospiti del Centro Sprar di Larino hanno partecipato alla fiaccolata che, venerdì scorso a Campobasso, ha portato in processione la Croce di Lampedusa, realizzata con il legno dei barconi utilizzati dagli scafisti per l’atroce traffico di esseri umani che ha trasformato il Mediterraneo in un cimitero.
Circa venti i migranti arrivati da Larino nel capoluogo molisano, accompagnati dagli operatori che da oltre tre anni si occupano di loro nella città frentana, diventata un simbolo dell’accoglienza. Tra le prime in Molise ad attivare un cosiddetto centro di seconda accoglienza, operante nel Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) attivo su tutto il territorio nazionale.
“La Croce di Lampedusa, costruita con i resti delle barche affondate e benedetta da Papa Francesco, per volontà del Santo Padre sta girando l’Italia allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione dell’immigrazione”,  ha detto Massimiliano Patavino, responsabile del Centro Sprar di Larino.
Da piazza Pepe, la processione ha illuminato con le fiaccole il Corso di Campobasso, giungendo nella chiesa di Sant’Antonio di Padova, dove si è svolto un incontro pubblico nel corso del quale sono state raccontate le storie e le speranze dei migranti giunti in Molise. 
“Tra queste, è spiccata la testimonianza di un nostro giovane ospite – ha aggiunto Patavino – Hussein Rohullah, che nel prendere la parola in rappresentanza del nostro Centro, non solo ha raccontato le proprie e altrui vicissitudini, ma ha parlato di speranza, di amicizia e di un nuovo futuro in Italia e in Europa, nel segno della pace e della solidarietà tra i popoli”.
Terminato il primo triennio di attività, lo Sprar di Larino ha raddoppiato (da 20 a 40) i migranti, rifugiati e richiedenti asilo ospitati, continuando il lavoro di assistenza ed integrazione, forte anche di un’ottima risposta della cittadinanza larinese, che da subito ha accettato e accolto le persone in fuga dalle guerre che stanno sconvolgendo l’Africa ed il Medio Oriente.
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