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Scritto da Redazione    Lunedì 25 Ottobre 2010 11:08    Stampa
Serata a Campobasso per l'Accademia della cucina italiana che discute di religioni
sottocosta - Turismo Molise

CAMPOBASSO _ Appuntamento rituale quello di fine anno accademico della “Cena Ecumenica”, che riunisce simbolicamente tutte le Delegazioni dell’Accademia Italiana della Cucina d’Italia , compatibilmente con i fusi orari, nello stesso giorno e alla stessa ora per gustare e celebrare gastronomicamente l’argomento dell’anno. E’ cosi’ che anche la Delegazione di Campobasso, sotto la guida di Annamaria Lombardi, ha organizzato l’incontro su “La cucina delle festivita religiose’, nella “Vecchia Trattoria “da Tonino”, dove, dopo la dotta relazione del prof. Renato Cavallaro, sociologo dell’Universita’ La Sapienza di Roma, che ha approfondito l’argomento della sacralita’ del cibo, si e’ gustata una cena insolita, ma molto apprezzata.

Mai come quest’anno l’ecumenismo della cena ha assunto un significato cosi’ pregnante, dal momento che il termine si riferisce etimologicamente a tutte le parti emerse della terra, in cui l’uomo puo’ abitare, assumendo poi nell’uso una destinazione specifica in senso religioso. Dopo una serie di conviviali e percorsi gastronomici che nel corso di quest’anno ha portato la Delegazione di Campobasso ad approfondire la tradizione culinaria delle feste religiose piu’ significative del Molise centrale ( la “pecora alla Sant’Agnese” a Tavenna, il baccala’ per S.Cristina a Sepino, le 13 pietanze di San Giuseppe a Riccia, la “pezzenda” per le litanie di Casacalenda, la “treccia” casearia per la Madonna Incoronata di S.Croce di Magliano..), in quest’occasione ci si e’ spinti oltre ,con un occhio alla globalizzazione ed un altro alla comune componente predominante di alcune preparazioni,che si trovano dunque nella tradizione sia delle festivita’ religiose che ci appartengono che in quelle di altre culture i cui echi ormai giungono anche nel Molise.

Dal piatto di magro tipico delle nostre “vigilie”, a base di insalata di arance e aringhe affumicate,si e’ passati al couscous, tipico delle festivita’ dell’area magrebina, alla Spalla d’agnello all’hebraica, con contorno di carciofi, accompagnato da pani tipici,la “challah” e la “pita”, per concludere con un dessert ancora di ispirazione ebraica, una soffice spuma di meringa e panna, arricchita da amarene, su una base biscuit; un menù che si è posto come una sorta di “racconto materiale”di suggestioni ed echi lontani.

Nel corso della serata è stata distribuita agli Accademici copia del volume che l’A.I.C. ha dedicato al tema dell’anno e inserito nella collana “Itinerari di Cultura Gastronomica” e consegnato ad Aldo Casilli, patron del ristorante il volume “Le buone tavole della tradizione”, in cui “La vecchia trattoria da Tonino”, con l’ottima cucina di Maria Lombardi, è segnalata tra i 370 ristoranti italiani in cui l’Accademia ha riscontrato la “vera cucina del territorio, servita con cortesia, ad un giusto prezzo”. L’anno solare vedrà ancora come impegni della Delegazione di Campobasso un incontro il 21 novembre ad Agnone, per assistere ai canti solenni della Pastorale e gustare “raffaioli e cioccolata” come da tradizione del luogo per l’inizio dell’Avvento, e infine a dicembre , per lo scambio degli auguri, una “Cena della Vigilia”, secondo l’interpretazione di zia Concetta, della trattoria “La Grotta”.

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